
Un registro delle bevande, a volte chiamato Trinkprotokoll o tabella dell’assunzione di liquidi, aiuta a trasformare una preoccupazione generica in un quadro più chiaro. Può mostrare quanto beve una persona anziana durante la giornata, quali bevande preferisce e quando tende a non bere. È un registro da discutere con un professionista dell’assistenza, non un test né un motivo per fare pressioni sulla persona.
Perché una persona anziana potrebbe bere meno
Con l’età, la sensazione di sete può diventare meno evidente, perciò una persona potrebbe non pensare a bere anche quando le farebbe bene assumere liquidi. Possono incidere anche altri ostacoli quotidiani: una bevanda potrebbe essere fuori portata, aprire una bottiglia potrebbe risultare difficile oppure andare in bagno potrebbe destare preoccupazione. Anche cambiamenti della memoria, umore basso, nausea, malattie o difficoltà a deglutire possono influire su quanto si beve.
Ad alcune persone è stato consigliato di limitare i liquidi a causa di una condizione di salute. È importante attenersi a questa indicazione: non aumentare la quantità di liquidi né modificare un limite prescritto senza aver prima consultato il medico. Se sembra che la persona abbia difficoltà a deglutire, chiedi un parere professionale invece di provare a risolvere il problema proponendole bevande diverse.
Concordare un obiettivo giornaliero personale
Non esiste una quantità adatta a tutte le persone anziane. Il fabbisogno può variare in base alla salute, alla routine quotidiana, al clima, all’attività fisica e alle indicazioni che la persona ha già ricevuto. Un medico, un infermiere o un dietista che conosce la sua situazione può stabilire o confermare un obiettivo adeguato e spiegare cosa rientra nel conteggio.
Durante il colloquio, chiedi:
- A quale quantità giornaliera dovremmo puntare e in quale arco di tempo?
- L’obiettivo comprende solo le bevande oppure anche alimenti come la zuppa e altri cibi con un elevato contenuto di liquidi?
- Ci sono bevande o situazioni a cui dovremmo prestare particolare attenzione?
- Cosa dovremmo fare se la persona non si sente bene, beve molto meno del solito o non riesce a trattenere i liquidi?
- Ci sono segnali che dovrebbero indurci a chiamare un medico in giornata o a chiedere aiuto urgente?
Scrivi l’obiettivo concordato e gli eventuali limiti in cima alla tabella. Se professionisti diversi danno indicazioni diverse, chiedi al team di assistenza di chiarire quale piano seguire. Per informazioni generali sulla disidratazione e sui suoi sintomi, consulta le indicazioni dell’NHS sulla disidratazione e le informazioni di MedlinePlus sulla disidratazione.
Come compilare una tabella dell’assunzione di liquidi
Usa la versione stampabile della tabella dell’assunzione di liquidi per tenere un registro cartaceo, oppure scegli un altro formato pratico per la famiglia e il team di assistenza. Tieni la tabella in un posto comodo, rispettando però la privacy della persona.
- Scegli un orario di inizio e di fine chiaro. Una tabella giornaliera di solito copre il periodo di veglia della persona. Usa lo stesso intervallo ogni giorno, così sarà più facile confrontare le registrazioni.
- Annota l’orario e la bevanda. Indica cosa è stato proposto e, soprattutto, quanto ne è stato effettivamente consumato. Se la persona finisce solo una parte della tazza, registra la quantità bevuta, non quella contenuta nella tazza intera.
- Usa unità di misura coerenti. Scegli millilitri, once fluide oppure una tazza graduata e usa sempre la stessa unità. Se non conosci la capacità della tazza, misurala una volta con un recipiente graduato da cucina.
- Segui le indicazioni del medico su cosa conteggiare. Se appropriato, registra bevande come acqua, tè, caffè, latte o succo. Annota zuppe o altri alimenti solo se il team di assistenza indica che rientrano nell’obiettivo di questa persona. Non dare per scontato che tutte le tabelle seguano le stesse regole.
- Aggiungi informazioni utili. Brevi annotazioni possono indicare che una bevanda è stata rifiutata, che è stata rovesciata, qual è la bevanda preferita o se è cambiato l’appetito. Mantieni i commenti oggettivi e rispettosi.
- Calcola il totale all’orario concordato. Confrontalo con l’obiettivo personale, se ne è stato stabilito uno. Se ti è sfuggita una registrazione, indica che il dato è sconosciuto invece di fare una stima.
Il registro è più utile quando è accurato e facile da gestire. Non è necessario monitorare ogni sorso a tempo indeterminato, a meno che non te lo chieda il team di assistenza. Se ti preoccupa un certo andamento, porta la tabella a una visita o condividila con il professionista interessato. Anche il Generatore del diario giornaliero di assistenza e il Diario giornaliero di assistenza stampabile possono aiutarti ad annotare l’idratazione insieme ai pasti, alle routine e ai passaggi di consegne.
Rendere più facile e piacevole bere
Piccoli accorgimenti possono aiutare senza trasformare le bevande in motivo di conflitto:
- Proponi da bere in momenti familiari, per esempio durante i pasti, dopo una passeggiata in casa o quando la persona si accomoda per guardare la televisione.
- Se è sicuro farlo, tieni a portata di mano una tazza e una bevanda che la persona preferisce. Controlla che coperchi, cannucce o manici siano adatti alle sue esigenze e alle indicazioni per l’assistenza.
- Chiedi cosa le piacerebbe. Proponi una scelta di bevande e temperature adatte, invece di dare per scontato che preferisca l’acqua.
- Se una tazza piena la scoraggia, proponi quantità più piccole e più spesso. Registra quanto beve e lascia che sia la persona a decidere se ne vuole ancora.
- Integrare le bevande nelle routine condivise. Sedersi insieme può essere più invitante che ricordare ripetutamente a qualcuno di bere.
- Se usi bevande già pronte o cambi quelle che proponi, controlla prima eventuali indicazioni dietetiche o del team di assistenza.
Sono proposte, non istruzioni. Se una persona rifiuta, evita di discutere o di costringerla a bere. Annota il rifiuto e, se opportuno, riprova più tardi. Informa il medico se l’assunzione di liquidi rimane scarsa o cambia sensibilmente rispetto alle abitudini della persona.
Segnali da notare e quando chiedere aiuto
Tra i possibili segni di disidratazione ci sono la sete, la bocca secca, urine più scure, minzioni meno frequenti, stanchezza o capogiri. Questi segnali possono dipendere anche da altre cause e una tabella non può diagnosticare la disidratazione. Le persone anziane potrebbero non descrivere chiaramente la sete: presta quindi attenzione ai cambiamenti rispetto alla loro routine abituale, oltre che a ciò che dicono.
Chiedi consiglio a un medico o al servizio sanitario locale se ti preoccupano i sintomi, se la persona beve molto meno del solito o se una malattia le rende difficile assumere liquidi. Chiedi subito un parere se insorgono nuove difficoltà a deglutire. Se la persona sembra stare male, non aspettare che la tabella riporti il totale di un’intera giornata.
Una confusione grave e improvvisa, difficoltà a svegliare la persona o altri sintomi gravi o in rapido peggioramento richiedono una valutazione urgente. Rivolgiti al servizio di urgenza o emergenza locale. Nelle sue indicazioni sulla disidratazione, l’NHS elenca i sintomi che richiedono assistenza medica urgente.
Mantenere il registro utile e non gravoso
Una tabella funziona meglio come strumento condiviso: la persona anziana, i familiari e gli assistenti retribuiti possono tutti compilarla usando le stesse unità di misura e seguendo le stesse indicazioni. Concordate chi calcolerà il totale e chi contattare se l’obiettivo non viene raggiunto ripetutamente. Lasciate il piano a disposizione di chi presta assistenza, proteggendo al contempo le informazioni private.
L’obiettivo non è raggiungere a ogni costo un numero generico. È capire quanto beve abitualmente la persona, seguire le indicazioni del medico e rendere più facile bere in modi che rispondano alle sue preferenze e necessità.
Fonti
- Dehydration — NHS
- Dehydration — MedlinePlus, U.S. National Library of Medicine
CareTaskNest aiuta le famiglie a organizzare l'assistenza quotidiana. Non fornisce consigli medici, diagnosi né cure. In caso di emergenza, chiama il numero di emergenza locale (112 nell'UE).