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Valutazione delle ADL e delle IADL: come misurare i bisogni di assistenza

Le ADL e le IADL descrivono le attività quotidiane che aiutano a capire in quali ambiti una persona potrebbe aver bisogno di supporto. Scopri cosa comprendono le scale di Katz e Lawton e come registrare osservazioni utili per una valutazione professionale.

Valutazione delle ADL e delle IADL: come misurare i bisogni di assistenza

Quando una persona a cui tieni comincia ad aver bisogno di più aiuto, può essere difficile descrivere con precisione che cosa è cambiato. Le valutazioni delle ADL e delle IADL offrono a familiari e professionisti un modo condiviso per parlare delle attività quotidiane: che cosa una persona riesce a fare, che cosa richiede uno sforzo maggiore e in quali ambiti serve aiuto. Sono strumenti utili per organizzarsi, non una diagnosi né un verdetto sulla possibilità di vivere a casa.

L’espressione «valutazione delle ADL» è usata anche in altre lingue e nei sistemi di assistenza di altri Paesi: per esempio, ADL-bedömning in svedese. IADL significa «attività strumentali della vita quotidiana»; una traduzione comune in cinese è 工具性日常生活活动能力. I nomi cambiano, ma la domanda pratica è simile: quale supporto aiuta questa persona a gestire la giornata in sicurezza e rispettando le sue preferenze?

Che cosa significano ADL e IADL?

Le attività della vita quotidiana (ADL) sono le attività personali di base. L’indice di Katz ne prende comunemente in esame sei: fare il bagno, vestirsi, usare il bagno, spostarsi da un luogo all’altro, per esempio dal letto alla sedia, controllare la continenza e mangiare. In questo caso, mangiare indica di solito la capacità fisica di portare il cibo dal piatto alla bocca, non di fare la spesa o preparare un pasto.

Le attività strumentali della vita quotidiana (IADL) sono attività più complesse legate alla gestione della casa e della vita quotidiana. La scala IADL di Lawton include comunemente l’uso del telefono o di un dispositivo di comunicazione, fare la spesa, preparare i pasti, occuparsi delle faccende domestiche, fare il bucato, spostarsi, gestire i farmaci e amministrare il denaro.

ADL: le attività personali di base IADL: gestire la vita quotidiana
Fare il bagno e vestirsi Fare la spesa e preparare i pasti
Usare il bagno e controllare la continenza Faccende domestiche e bucato
Trasferimenti e alimentazione Trasporti e comunicazione
Gestire farmaci e denaro

Una persona può riuscire a occuparsi della cura personale ma avere difficoltà con la spesa o gli appuntamenti; oppure può aver bisogno di aiuto per fare il bagno, pur riuscendo a gestire altre attività. Considerare entrambi i gruppi aiuta a evitare di classificare una persona come «indipendente» o «dipendente» in modo assoluto.

Come funzionano le scale di Katz e Lawton?

L’indice ADL di Katz raccoglie osservazioni in sei ambiti della cura personale. In una versione comune, ogni ambito viene valutato in base al fatto che la persona riesca a svolgere l’attività in autonomia o abbia bisogno di aiuto. Alcune versioni prevedono un punteggio totale; altre descrivono invece il quadro delle abilità. La panoramica dell’indice di Katz illustra i sei ambiti e l’utilizzo dell’indice.

La scala IADL di Lawton prende in esame le otto attività più complesse elencate sopra. Nelle versioni più comuni si assegnano punti all’autonomia e si sommano per ottenere un punteggio totale, ma i moduli e i criteri di valutazione possono variare. Se trovi l’espressione «Katz schaal berekenen» o «calcolare la scala di Katz», fai attenzione a non considerare il risultato di un calcolo online come una risposta definitiva: sono importanti il modulo specifico, le definizioni e lo scopo della valutazione. Il punteggio è una fotografia strutturata, non una misura completa dei bisogni, delle capacità o della qualità di vita di una persona. Per informazioni sugli ambiti e sull’utilizzo della scala, consulta la panoramica della scala IADL di Lawton.

Nessuna delle due scale coglie tutti i dettagli importanti. Potrebbero non indicare quanto tempo richiede un’attività, se la persona ha bisogno di promemoria, quanto sforzo comporta o se la capacità di svolgerla varia in base al momento della giornata. Inoltre, non sostituiscono il giudizio di un professionista. Le abitudini, la cultura, la disposizione della casa, le esigenze di comunicazione e le preferenze della persona possono influire sul significato di «aiuto».

Come osservare i bisogni prima di una valutazione

Non è necessario somministrare una scala formale a casa. Raccogli invece esempi chiari e imparziali che aiutino un professionista a capire com’è una settimana tipo. Se possibile, coinvolgi la persona cara nella conversazione: chiedile che cosa trova difficile e quale tipo di aiuto gradirebbe.

Per ogni attività, annota:

  • Che cosa succede: per esempio, «ha bisogno di aiuto per scavalcare il bordo della vasca» anziché «non riesce a lavarsi».
  • Quale tipo di aiuto serve: un promemoria, la presenza di qualcuno nelle vicinanze, aiuto a preparare il necessario, assistenza diretta oppure qualcuno che svolga l’attività al posto suo.
  • Con quale frequenza e quando: tutti i giorni, ogni tanto, solo la sera oppure dopo un’uscita faticosa.
  • Quanto tempo richiede e come influisce sulla giornata: includi le pause per riposare, le attività saltate o quelle che vengono lasciate a metà.
  • Che cosa può facilitare l’attività: maniglioni, abitudini familiari, abiti adattati, promemoria scritti o la compagnia di un’altra persona.
  • Il punto di vista della persona: che cosa vuole continuare a fare da sola e quale tipo di supporto considera accettabile.

Per esempio, annotare «riesce a vestirsi da sola» potrebbe non rendere conto del fatto che abbia bisogno di promemoria ripetuti per scegliere gli abiti adatti o che faccia fatica con le chiusure a causa della ridotta mobilità delle mani. Riporta ciò che osservi, senza fare supposizioni sulle cause. Se un altro familiare nota una situazione diversa, annota anche la sua osservazione: i bisogni possono variare da un giorno all’altro.

Spesso un breve diario è più utile che cercare di ricordare tutto durante un appuntamento. La lista di valutazione dei bisogni di assistenza può aiutarti a organizzare le domande, mentre il diario giornaliero di assistenza può aiutarti a registrare che cosa è successo e quale supporto è stato fornito. Mantieni gli appunti oggettivi e rispettosi e conservali in un luogo privato.

Che cosa riferire a chi effettua la valutazione

Prima dell’incontro, annota le tue preoccupazioni principali e alcuni esempi recenti. Segnala i cambiamenti rispetto alle capacità abituali della persona, le attività che stanno diventando difficili e l’aiuto già fornito da familiari, amici o assistenti retribuiti. Spiega che cosa riesce a gestire al momento e che cosa diventa difficile quando una persona che la aiuta regolarmente non è disponibile. Se la persona cara ha esigenze legate alla comunicazione, all’udito, alla vista, alla memoria o alla mobilità, spiega che cosa la aiuta a partecipare alle conversazioni e alle attività.

Chiedi chi effettuerà la valutazione, quali informazioni sono necessarie e se la persona cara può farsi accompagnare. Le procedure e i criteri di ammissibilità variano da un Paese e da una zona all’altra. Un servizio locale di assistenza sociale può spiegarti la procedura; in Inghilterra, per esempio, il servizio sanitario nazionale NHS descrive come richiedere una valutazione dei bisogni ai servizi sociali.

Lo scopo non è dimostrare che una persona non sia in grado di fare qualcosa. È rendere concreto il dialogo sul supporto: che cosa conta per lei, che cosa riesce a fare con o senza aiuto e quale sostegno potrebbe rendere più gestibile la vita quotidiana. Se le capacità cambiano all’improvviso o temi che ci sia un nuovo problema di salute, contatta un medico o il servizio sanitario locale competente, anziché affidarti a una lista di controllo o a un punteggio.

Fonti

  1. Katz Index of Independence in Activities of Daily Living — StatPearls, NCBI Bookshelf
  2. Lawton Instrumental Activities of Daily Living Scale — StatPearls, NCBI Bookshelf
  3. Getting a needs assessment — NHS

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